Quick commerce: la nuova frontiera degli ecommerce

Q-commerce, la nuova frontiera e-commerce

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Quick commerce ed e-commerce

In questi ultimi cinque anni, con un’accelerata vorticosa durante la pandemia, si sono sviluppati tanti servizi che andranno a segnare profondamente il modo di fare affari e a determinare il mercato del futuro.

E’ questo il caso del Q-commerce, ovvero il Quick Commerce. Si tratta appunto del “commercio veloce” che altro non è se non una forma di e-commerce incentrato sulla velocità.

Questa evoluzione dell’e-commerce marketing si basa infatti su ordini online che possono essere soddisfatti entro 30 minuti: una terza generazione del commercio che evidenzia quanto le nostre vite siano diventate frenetiche.

Una rivoluzione inarrestabile

Solo 10 anni fa era considerato impossibile fare un ordine online e ricevere il servizio o gli articoli richiesti in una manciata di minuti direttamente a casa propria. Oggi è una realtà.

Gli studi fatti nel settore, come quelli di Digital Commerce 360/Bizrate Insights, testimoniano che per il 68% dei consumatori la presenza della consegna veloce è infatti un fattore determinante per concludere l’acquisto.

Già nel 2005, quando entrò di forza nell’e-commerce il titano Amazon con il suo servizio Prime, si assistette ad una prima svolta: la consegna in 2 giorni decretò il successo assoluto del marchio americano.

E’ stato proprio Amazon a scandire i tempi di questa rivoluzione contraendo sempre più i tempi di consegna, arrivando anche a consegne nella giornata stessa dell’ordine.

Ad oggi altre aziende hanno sviluppato il loro business proprio attorno alla velocità di consegna e molte start up riescono a consegnare entro 10/30 minuti dall’ordine.

Come funziona il q-commerce

Cos’è e come funziona il Q-commerce

Ad inaugurare questo tipo di commercio, chiamato anche “on-demand delivery” ed “e-grocery”, non sono stati come al solito gli americani, ma una startup tedesca: Delivery Hero, raccogliendo ordini da consegnare entro i 30 minuti fatidici.

I generi deperibili, come gli alimenti, sono senza dubbio la fetta più grande dei prodotti che vengono venduti tramite questa nuova tipologia di commercio.

L’espansione dell’e-commerce ha coinvolto gradualmente sempre un maggior numero di prodotti: se prima si ordinavano solo cd e libri (in prevalenza), ad esso gli ordini online riguardano tutte le categorie merceologiche, anche quelle alimentari.

L’accelerata finale è arrivata dalla pandemia che, costringendo forzosamente le persone in casa, specialmente durante il primo lockdown, ha spronato i clienti ad orientarsi verso questo tipo di servizio.

Secondo alcuni studi in merito, gli acquisti di generi alimentari prima della pandemia rappresentavano circa il 7% delle vendite totali tramite e-commerce.

Durante il picco di emergenze, la percentuale è salita al 10% e secondo le previsioni per il futuro si crede che l’e-grocery continuerà a crescere del 10% fino al 2030.

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La terza generazione del commercio

Questa ultima rivoluzione sembra essere, secondo gli studiosi, la terza versione del commercio. La prima prevedeva di entrare in un negozio, negli orari previsti, e guardare i prodotti presenti ed acquistabili.

La seconda è stata quella dell’e-commerce: si entra in un sito che ha un assortimento quasi infinito, a qualunque ora e in qualunque giorno, si fa l’ordine e i prodotti arriveranno a casa entro 3/6 giorni.

L’ultima generazione, finora, è quella del quick commerce, che raccoglie in sé aspetti della prima e della seconda generazione: si entra in un sito, il catalogo non è infinito, a volte possono esserci degli orari da rispettare e si ha a che fare con servizi che vengono forniti da attività geograficamente molto più vicine al cliente.

Per fare Quick Commerce bisognerà avere infatti dei magazzini diffusi a livello locale, che vengono chiamati “dark store”, e ben dislocati in maniera intelligente a coprire i vari settori della città e che sono in grado di consegnare nei tempi previsti.

I negozi cloud e i rider

I dark store sono considerati anche “negozi cloud” ovvero dei supermercati chiusi ai clienti: delle scorte per gli operatori, dislocate in punti strategici, che permettono di consegnare gli ordini in tempi brevissimi.

Tendenzialmente questi negozi cloud sono operativi 24 ore al giorno e 7 giorni a settimana. Alcuni colossi americani come Walmart e Deliveroo, utilizzavano questi sistemi anche in epoca pre pandemica.

Perché il servizio sia efficace, ovviamente, serve anche un buon parco di mezzi di trasporto, sempre pronti a consegnare al cliente la merce presente nei negozi cloud.

I negozi cloud e i rider

Solitamente si preferiscono mezzi agili, a due ruote, come biciclette e scooter, anche in versione elettrica. Questi mezzi sono rapidi nel traffico, possono essere parcheggiati con facilità ed hanno solitamente l’ingresso anche nei centri cittadini.

I rider e i loro mezzi di trasporto contribuiscono in maniera determinante a garantire la consegna in tempi così rapidi come previsto dall’Q-commerce.

Le aziende che investono in questo settore analizzano con estrema cura gli andamenti degli acquisti in modo da capire i trend di mercato: quali zone della città si stanno aprendo al Q-commerce? In quale cloud c’è più richiesta di un determinato prodotto?

Queste ed altre domande trovano risposte certe analizzando i dati di vendita e ciò permette di sviluppare in maniera intelligente il business andando sempre incontro alla domanda dei clienti.

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Il futuro del Q-commerce

In Europa, ci sono attualmente poco più di 10 compagnie che basano i loro affari sul modello “consegna in tempo reale”. La metà di queste è nata nel 2020, e il loro “raccolto” però ha già raggiunto i 2 miliardi di dollari.

La domanda nella mente degli investitori è: questo modello di commercio è un trend del momento o qualcosa che sarà destinato a durare nel tempo?

Infatti questo tipo di commercio si basa sostanzialmente su “carrelli” di spesa di non elevata entità: non si spendono grosse cifre, solitamente, con il Q-commerce.

Anche i costi di trasporto nell’ultimo miglio, con i rider e i loro mezzi di trasporto, vanno a ridurre in maniera importante i profitti delle aziende che utilizzano questo modello di business.

Vi sono già degli esempi “storici” di aziende che offrivano consegne entro un’ora dall’ordine, senza costi di delivery, e che hanno chiuso l’attività entro 3 anni dall’apertura. E’ questo il destino di tutte le aziende che operano in questo settore?

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D’altro canto è pur vero che in questo periodo storico si sono moltiplicati gli utenti che fanno acquisti online e non sembra assolutamente un trend che possa rientrare.

Chi acquista una volta online tende a rifarlo e a rifarlo ancora. Stanno cambiando le abitudini di acquisto degli italiani e stanno cambiando proprio in ottica e-commerce.

Aggiungendo costi di delivery e formando partnership i modelli di Q-commerce potrebbero avere un futuro più che roseo in tutti gli ambiti della vendita online, non solo per i generi alimentari.

La velocità di consegna è oramai un’esigenza dei consumatori, questo è indubitabile. Se un’azienda consegnava un determinato bene in 3 giorni, nel 2018, era considerato un servizio impeccabile.

Ad oggi non è più così. Un buon servizio è percepito in maniera molto diversa rispetto a solo pochi anni fa. L’e-commerce, come detto, è in forte espansione e ha cambiato il modo degli italiani di fare acquisti e di pensare agli acquisti.

La sfida per il futuro del Q-Commerce è quella di rendere l’e-commerce più veloce, attraverso un modello di consegna rapida sempre più perfetto ed efficace.

In conclusione possiamo dire che la terza generazione del commercio gode di buona salute, è in fase di transizione, ma ha un futuro brillante che l’aspetta poiché a sostenerla vi sono le forti “braccia” dell’e-commerce.